La deindicizzazione del nome da Google e diritto all’oblio

diritto all'oblio e casellario giudizialeDeindicizzazione del nome da Google e diritto all’oblio: se la fedina penale è pulita, Google dovrebbe rimuovere i tuoi dati personali.

Il Garante per la privacy accoglie la richiesta di rimozione dei dati personali presentata da un cittadino che aveva ottenuto il beneficio della non menzione della condanna nel casellario giudiziale.

Qualora venga concesso il beneficio della non menzione della condanna penale nel casellario giudiziale, la perdurante disponibilità sul web di articoli non aggiornati riferibili alla vicenda giudiziaria, vanificherebbe il beneficio riconosciuto dall’ordinamento finalizzato a limitare la conoscibilità della condanna subita da un determinato soggetto. Il fine della non menzione della condanna penale nel casellario giudiziale consiste proprio nell’eliminazione della particolare conseguenza negativa del reato qual è quella della pubblicità. Da qui l’accoglimento del reclamo da parte del Garante per la protezione dei dati personali, il quale ha ingiunto a Google di provvedere alla rimozione dei dati personali (rectius delle URL) relativi alla vicenda e risultanti da una ricerca a partire dal nominativo dell’interessato.

Nell’adottare il provvedimento, il Garante richiama i criteri riportati nelle “Linee Guida” del Gruppo di lavoro Art. 29 adottate il 26 novembre 2014. Le linee guida hanno il pregio di fissare una serie di criteri per orientare sia l’attività dei motori di ricerca che delle autorità nazionali deputate alla tutela della privacy nella gestione dei reclami degli interessati.

Per leggere il provvedimento n.  81 del 30 aprile 2020 del Garante clicca sul link https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9426491

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